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Falcette puntate in faccia oppure addirittura
fucili o pistole. Questi sono solo alcuni degli elementi dell’inquietante
scenario che si sta registrando in questi giorni nei vari castagneti
dell’intero comprensorio vulcanico di Roccamonfina, dove i cittadini locali,
più precisamente i proprietari o i coloni dei castagneti, sono troppo spesso
costretti a subire le “angherie” (se non le minacce) di forestieri in cerca
di funghi. Il problema è serio ed è purtroppo confermato dai tanti litigi
che vedono protagonisti cercatori di funghi e locali. Non mancano casi di
ferimenti (in molti ricordano casi di accoltellamenti) denunce, ecc. in un
vero e proprio clima di “guerra” che minaccia l’incolumità sia dei cittadini
locali che dei forestieri. “Teste calde” a parte, è ancor più increscioso
sapere che frequentemente coloro che “vessano” i castanicoltori roccani
appartengono a corpi delle forze dell’ordine (polizia, carabinieri, ecc.) i
quali con sfacciataggine citano la propria funzione sociale per intimidire
ignari operai intenti nella raccolta dell’“oro nero”. E’ quanto accaduto due
giorni fa ad una donna roccana che dopo le rimostranze del caso per tutta
risposta si è vista puntare in faccia una falcetta da un sé dicente
poliziotto. Ed è così che dal semplice “diverbio” troppo spesso si passa
alla “rissa”. Questi vergognosi atti di violenza verbale e fisica esasperano
la comunità locale che si chiede dove siano finite le istituzioni locali
(l’Ente Comune, l’Ente Parco Regionale “Roccamonfina-Foce del Garigliano”,
l’Ente Comunità Montana “Monte Santa Croce”, ecc.) le quali hanno il dovere
di garantire l’incolumità dei residenti. E’ inconcepibile che sino ad oggi
nessun ente sia stato in grado di prendere dei seri provvedimenti in merito
per limitare quelle che sono state ribattezzate come le “invasioni
barbariche” che danneggiano inoltre anche l’intera economia locale (i funghi
sono insieme con le castagne una importante fonte di reddito per la comunità
roccana). L’indifferenza delle istituzioni (non è raro sentir dire da
qualche politico locale: “tanto questi fatti si verificano solo in
autunno”!) è motivo di profondo rammarico ed anche rabbia per i cittadini
roccani che si sentono abbandonati. Che fine ha fatto il regolamento
dell’Ente Parco sulla raccolta dei funghi? e quello dell’Ente Comune? Perché
le altre istituzioni (vedi Comunità Montana) tacciono su una questione tanto
delicata? La rabbia dei locali è indirizzata anche verso le forze
dell’ordine che, tutte, ignorano quanto avviene in danno dei cittadini.
Mario
Vincenzo
Articolo Pubblicato su “Il Giornale di
Caserta” il 07/10/2006 |