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Vince nettamente il “NO” nel comune vulcanico
di Roccamonfina nel referendum “confermativo” della legge sulla modifica
della seconda parte della Costituzione Italiana e sull’attuazione della
cosiddetta “devolution” (devoluzione), ossia il “trasferimento” di molte
competenze come scuola, sanità, polizia locale, dallo “Stato” alle singole
Regioni. Ben 1049 i voti a favore del “NO” contro i soli 510 per il “SI”.
Discreta la partecipazione degli elettori roccani alla consultazione
elettorale referendaria, infatti circa la metà degli aventi diritto al voto
si sono recati alle urne, ovvero 1559 cittadini. I dati rispecchiano in
pieno quelli nazionali con il 67% di voti per il “NO” e solo il 32% per il
“SI”. Il pericolo “astensionismo”, scongiurato dai vari partiti e comitati
in favore del “SI” e del “NO” alla vigilia del voto, alla fine si è solo
parzialmente materializzato, a causa del caldo che ha spinto molti roccani a
trascorrere il week-end fuori porta (in particolar modo al mare). Molti
inoltre i cittadini roccani che non si sono recati al voto, stanchi
dell’ennesima consultazione elettorale, dopo quella più impegnativa e
sentita delle “elezioni politiche” dello scorso aprile. I partiti locali a
sostegno del “NO” al quesito del referendum, in primis DS e Margherita,
tracciano, nonostante i suddetti fattori, un bilancio più che positivo
sull’esito elettorale sottolineando la “decisa” presa di posizione da parte
degli elettori roccani. “Un No secco contro coloro che volevano cambiare la
nostra Costituzione in modo unilaterale, magari soltanto per venire incontro
alle richieste dei movimenti federalisti del nord”, questa è la linea di
pensiero comune espressa dal centrosinistra locale il quale ora sostiene la
necessità di dare luogo soprattutto ad una vera e concreta “attuazione”
delle norme già contenute nell’attuale Carta Costituzionale (norme oggi
quotidianamente violate) prima ancora di dare luogo ad un processo
“concordato” con l’opposizione governativa per una modifica profonda della
stessa.
Mario
Vincenzo
Articolo pubblicato su “Il Giornale
di Caserta” il 28/06/2006 |