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Roccamonfina: - Eletta canonicamente con una “breve” del papa Pio V° ha
sede nella frazione Garofali ed annovera 115 iscritti
La “Confraternita del S.S. Corpo di Cristo”:
protagonista dal 1566.
La regola, l’austerità e la bellezza delle
vesti sono motivo di ammirazione per l’intera comunità roccana |
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Mancano due giorni all’appuntamento con
l’antica festa patronale della “Calata di Sant’Antonio” che si svolge nel
Comune di Roccamonfina ogni anno l’ultimo martedì del mese di maggio.
Martedì saranno decine e decine i fedeli che assisteranno alla “discesa
dell’angelo” all’arrivo della statua del Santo di Padova presso la Chiesa
Collegiata di “Santa Maria Maggiore” in piazza “N.Amore” scortata da
“storiche” confraternite. Tra queste spicca la “Confraternita del S.S. Corpo
di Cristo” della frazione Garofali di Roccamonfina, la quale sarà ancora una
volta un’indiscussa protagonista della “Calata” alla quale partecipa con ben
60-70 confratelli. La Confraternita del “S.S. Corpo di Cristo” fu eretta
canonicamente nell’anno 1566 con “Breve del Papa Pio V” nel villaggio
Garofali ed è la più antica di tutte le confraternite del comune di
Roccamonfina. Nel 1649 ricevette “Regole e Capitali speciali” da Mons. De
Rasis, allora vescovo di Teano, ed intorno al 1600 fu aggregata
all’Arciconfraternita del “S.S. Corpo di Cristo o S.S. Sacramento” nella
chiesa sopra la Minerva di Roma. Nel 1606 il Papa Paolo V con una “Bolla”
concesse “Indulgenze Plenarie” a tutti i fedeli cristiani che facevano parte
della “Compagnia del S.S. Sacramento” dal primo giorno del loro ingresso.
Pur avendo avuto una flessione durante la II Guerra Mondiale a causa delle
deportazioni, la Confraternita è sempre esistita. Oggi essa è composta da
ben 115 iscritti, 71 uomini e 44 donne, ed il Direttivo è formato da:
Martino Francesco (Priore), Gianbarbaro Giuseppe (vice Priore o I
Assistente), Natale Martino Enzo (II Assistente), Di Pinto Enzo
(Segretario), Sciacca Corrado (Cassiere) e Don Paolo Martuccelli (Padre
Spirituale). Le regole, l’austerità e la bellezza delle vesti rosso porpora
dei confratelli del “S.S. Corpo di Cristo” sono tutt’oggi motivo di grande
ammirazione da parte di numerosi fedeli nonché di laici ed anche di vanto
per l’intera collettività di Roccamonfina.
Mario Vincenzo
Articolo pubblicato su “Il Giornale di
Caserta” il 27/05/2006 |