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E’
certamente il tema che “infiamma” gli animi di tutti i cittadini
roccani. Si tratta dell’andamento attuale
dell’economia locale e delle possibilità occupazionali offerte dal
territorio. Attualmente lo scenario economico è
certamente desolante. Al di là della pesante
crisi finanziaria attuale,del caro prezzi e petrolio e delle più o meno
valide congiunture internazionali che hanno riflessi negativi sull’economia
italiana, i cittadini roccani ritengono che in
merito alla condizione di arretratezza economica del territorio vi siano
delle evidenti responsabilità, non solo della politica a livello nazionale,
ma soprattutto da parte delle istituzioni locali (Comuni, Comunità Montana,
Ente Parco) che non sono mai riuscite ad incidere concretamente,da un punto
di vista economico e di sviluppo,nel territorio. L’economia del Comune
vulcanico di Roccamonfina si basa su tre
pilastri fondamentali: la castanicoltura, il turismo estivo, e la
silvicoltura durante il periodo invernale. Per la castanicoltura è ben nota
l’assenza di una filiera produttiva e di consorzi o cooperative che
uniscano tutti i produttori,assenza che favorisce
le speculazioni dei pochi commercianti e grandi
castanicoltori che purtroppo influenzano i prezzi del mercato
intaccando gli interessi dei piccoli produttori che ogni anno vedono
continui ribassi del prezzo del prodotto raccolto. Per quanto riguarda la
silvicoltura (seconda fonte di reddito per molte famiglie
roccane), essa è
praticamente l’unica attività lavorativa che può essere effettuata
durante il periodo invernale, ammesso naturalmente che non piova, nevichi o
faccia troppo freddo. Spesso presso le aziende boschive
locali si lavora nella totale assenza degli strumenti di sicurezza per la
salvaguardia dell’incolumità dei dipendenti,e sia per la raccolta delle
castagne che per il taglio del legname la manodopera lavora esclusivamente
in nero. Infine il turismo. Esso riguarda la stagione estiva e la prima
parte del periodo autunnale. Le attività che operano nel settore turistico
esistenti nel territorio sono solo pochi
ristoranti ed alberghi, assenti praticamente le strutture di intrattenimento
e svago per giovani ed adulti, dei centri di ritrovo culturali e non. Eppure
viste le risorse, purtroppo oggi solo “potenziali”, di
Roccamonfina potrebbero fiorire tutte le tipologie di turismo
esistenti da quello religioso (Santuario dei
Lattani), a quello sportivo ( gli impianti di
Campo Marzio) a quello termale (recupero delle Terme, imbottigliamento
dell’acqua), ecc. Non parliamo poi della carente fornitura dei servizi ai
cittadini da parte delle amministrazioni Oggi il territorio vulcanico di
Roccamofnina ti di Campo
Marzio) a quello termale (recupero delle Terme), ecc.vora esclusivamentenfina
non offre nessuna opportunità e le giovani generazioni, per non essere
sfruttate, sono costrette ad emigrare verso il nord in cerca di miglior
fortuna. Questa amara constatazione secondo la maggioranza dell’opinione
pubblica roccana deve indurre le istituzioni ad
affrontare una seria riflessione.
Mario
Vincenzo
Questo
articolo è stato pubblicato su “Il Giornale di Caserta” il 26/01/06 |