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Ha
riscosso molto successo il seminario sul progetto “Ecocastagno”
promosso dal MiPAF,Ministero per le Politiche Agricole e Forestali,con
la collaborazione del CRA Istituto Sperimentale per la Frutticoltura di
Caserta,lo STAPA-CePICA di Caserta ed il SeSIRCA di Napoli. Prezioso
l’intervento della dott.ssa Prillo,dirigente dello STAPA-CePICA
di Caserta, la quale ha illustrato nuove metodologie per evitare la
bruciatura delle foglie e dei materiali di scarto nei castagneti,come ad
esempio la creazione in loco di contenitori “naturali”,fatti di pali
e fascine,per il “compostaggio”,ossia per la raccolta di foglie e
scarti da effettuarsi tramite mezzi meccanici idonei,in modo tale da non
sottrarre concime naturale agli alberi di castagno ed evitare
l’immissione di anidride carbonica nell’atmosfera. Un progetto che
però attualmente non sembra molto praticabile,soprattutto da un punto
di vista economico,visto che da sempre “tradizionalmente” foglie e
scarti vengono bruciati nei castagneti dell’intero comprensorio di
Roccamonfina. In seguito sono intervenuti il prof. G. Cristinzio,ordinario
dell’Università “Federico II” di Napoli,che ha parlato della
lotta agronomica,biologica,chimica e genetica al cosiddetto “Mal
dell’inchiostro del Castagno”,malattia del castagno provocate dai
parassiti “Cryphonectria” e “Phytophthora cambivora” (questi i
nomi scientifici) che portano anche alla morte dei vegetali, e del prof.
G. Rotundo,ordinario dell’Università degli Studi del Molise,che ha
dissertato sull’applicazione di semiochimici per il controllo delle
tortrici delle castagne,altri pericolosi parassiti che attaccano il
frutto. Dunque è sempre più alta l’attenzione anche a livello
scientifico ed istituzionale nei confronti dell’ “oro nero”
roccano anche se tutt’oggi manca una vera filiera della castagna a
Roccamonfina. Purtroppo però alla fine della kermesse arriva un vera e
propria doccia fredda per i castanicoltori locali da parte di Italo
Santangelo,responsabile del SeSIRCA di Napoli-Regione Campania.
Santangelo infatti ha espresso dubbi sul riconoscimento finale del
marchio D.O.P alla castagna di Roccamonfina: “Le lungaggini
burocratiche a livello regionale,nazionale ma soprattutto presso
l’Unione Europea rischiano di far saltare il riconoscimento del
marchio D.O.P per la castagna di Roccamonfina. L’UE già dal prossimo
gennaio potrebbe rivedere le norme attuali per il riconoscimento dei
marchi di tutela e la castagna di Roccamonfina rischia,nonostante i
nostri sforzi,di essere tagliata fuori”. A tal proposito lo stesso
Santangelo lancia un appello ai castanicoltori locali: “Invito i
castanicoltori dell’area a fare una scelta chiara. Essi devono
decidere se vogliono o meno il marchio D.O.P per le loro castagne. Poiché
vedo una certa indifferenza e disaccordo in merito tra i
produttori,ritengo che sarebbe più dannoso avere un marchio D.O.P che
non venga utilizzato adeguatamente che non averlo affatto”.
Naturalmente i castanicoltori riflettono sulle “chiacchiere”.
Mario Vincenzo
Articolo pubblicato su “Il Giornale di Caserta” il 17/12/2005 |