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Interrogazione in Regione

    Castagneti, paura per il Cinipide

                  L’insetto crea tensione per i possibili danni

Sarà presentata nei prossimi giorni una “interrogazione” sia alla Regione Campania che alla Provincia di Caserta, in merito al temibile insetto denominato “Cinipide Galligeno” (il cui nome scientifico è Dryocosmus Kuriphilus Yasumatsu), redatta dalla Dott.ssa Rita Parillo al fine di poter ottenere strumenti adeguati per monitorare il territorio, adottare misure di prevenzione ed effettuare una corretta “informazione” nei confronti dei castanicoltori locali. Le “sollecitazioni” verso le istituzioni locali sono in verità giunte già da diverso tempo da parte delle associazioni di categoria tra le quali lo STAPA-Ce.PI.CA di Caserta, che lo scorso anno organizzò in merito al “problema Cinipide” dei “convegni” presso la Caserma della Guardia Forestale di Roccamonfina. L’insetto è originario del Nord della Cina ed in Italia si è diffuso rapidamente in Piemonte, Lazio, Toscana, Emilia Romagna ed in parte anche in Campania. Sino ad oggi nell’area vulcanica di Roccamonfina non è stata registrata ancora nessuna presenza dell’insetto com’è accaduto invece in alcuni “impianti” del comune di Carinola; giovani impianti di castagne cosiddette “Giapponesi”. Infatti il Cinipide Galligeno sembra prediligere inizialmente proprio gli impianti giovani e purtroppo lentamente sta iniziando ad attaccare anche le specie “autoctone”. Il Cinipide, simile ad una piccola “vespa”, si riproduce solo una volta all’anno ed è visibile sulle foglie dei castagni dove forma dei rigonfiamenti detti “galle” all’interno dei quali sono presenti le “larve”. Al momento non esistono dei componenti chimici in grado di distruggere l’insetto e per poterne limitare la riproduzione è necessario bruciare tutti i rami che presentano foglie con le “galle”. Bruciandole infatti si bruciano anche le larve. Le associazioni ed enti preposti stanno valutando anche la possibilità di ricorrere alla “lotta biologica”, cioè l’introduzione nell’eco-sistema locale di un altro insetto chiamato “Torymus sinensis Kamijo” che si ciba del Cinipide. Ma per poter lottare contro il Cinipide bisogna effettuare un attento monitoraggio del territorio. Da qui le richieste delle interrogazioni, che prevedono tra l’altro l’avvio di una collaborazione tra Università, Organizzazioni Agricole, Centri di Ricerca e Sperimentazione per scongiurare il rapido diffondersi dell’insetto in Campania.

 

 

                                                                     Mario Vincenzo

 

   Articolo Pubblicato su “Il Giornale di Caserta” il 04/09/2007

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