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“Guardie volontarie” si, “guardie
volontarie” no. E’ polemica sul recente bando indetto dal Parco Regionale
“Roccamonfina-Foce del Garigliano”, presieduto da Raffaele Aveta, che
dovrebbe consentire la formazione di un gruppo di volontari che andrebbero
a svolgere compiti di controllo e monitoraggio all’interno dell’area
protetta. Il Consiglio Direttivo con la delibera n. 4 del 14/05/2007 ha
deciso di stabilire una “manifestazione d’interesse” aperta ad enti ed
associazioni di volontariato disponibili a realizzare nel territorio del
Parco azioni di “vigilanza ambientale”. Alla delibera è seguito il decreto
n. 27 del 22/05/2007 pubblicato sul BURC (Bollettino Ufficiale della
Regione Campania). Possono partecipare al bando quelle associazioni che
comunque operino nei settori della tutela, valorizzazione e promozione
delle risorse naturali ed ambientali. Per partecipare al bando le
associazioni o enti interessati devono inviare una completa documentazione
alla sede dell’Ente Parco in via Castelluccio, comune di Sessa Aurunca,
utilizzando uno “schema” reperibile sul sito web
www.parcodiroccamonfina.it. Gran parte dell’opinione pubblica dei
comuni membri del Parco regionale giudica insufficiente l’azione indetta
dai vertici dell’Ente Parco. Il bando richiede una “esperienza” nel campo
che solo pochissime associazioni locali sono in grado di garantire (vedi
la Legambiente). Così si corre il rischio di non promuovere lo sviluppo e
la crescita del territorio, che insieme alla tutela dell’ambiente,
dovrebbero essere le “priorità” del Parco. Inoltre l’eventuale
partecipazione di varie associazioni “estranee” alla realtà del Parco di
Roccamonfina creerebbe non poche difficoltà tra i cittadini e le
istituzioni. Il timore maggiore si sintetizza nell’atavico quesito: “Chi
controllerà i controllori”? Chi può rassicurare sulla “buona condotta” dei
volontari, che magari alla vista di castagne e funghi manderanno a
benedire “l’azione di vigilanza” con la probabilità di dare luogo ad
ulteriori liti, ferimenti e disordini nei vari castagneti ed in generale
nelle “proprietà private” del posto. I numerosi episodi di cronaca nera
che si sono verificati negli ultimi anni all’interno delle proprietà
private della zona richiederebbero uno sforzo concreto da parte del Parco
nel garantire un monitoraggio “serio” e non fortemente “precario”.
Quantomeno sarebbe auspicabile la formazione di un corpo di “Rangers” del
territorio che cooperi con le forze dell’ordine già presenti sul posto:
Guardia Forestale, Polizia Provinciale, Protezione Civile ecc.
Mario Vincenzo
Articolo Pubblicato su “Il Giornale di
Caserta” il 14/06/2007 |