CONVENTO S. DOMENICO
Non solo “Videocon”: altre aziende nascono e producono ricchezza nel territorio (NB: il titolo non è esattamente l’originale!!)
Un territorio che sta attraversando un “momento d’oro” e certamente storico da un punto di vista degli investimenti e del rilancio industriale. Si tratta del comune di Rocca D’Evandro che com’è noto presso la propria “zona industriale” si appresta ad ospitare la “fabbrica” della multinazionale indiana “Videocon”, del magnate Dhoot Pradir Kumar, che darà luogo alla produzione di pannelli LCD (a cristalli liquidi, “Liquid Crystal Display”). E’ previsto un investimento di ben oltre un miliardo di euro con la possibilità di assunzione per 1200 lavoratori. L’arrivo della “Videocon”, che ha visto scendere in campo direttamente il Governo Prodi, la “Confindustria” di Luca Cordero di Montezemolo nonché la Regione Campania, è destinato a modificare radicalmente non solo l’importanza strategica dell’area industriale di Rocca D’Evandro ma dell’intero territorio dell’Alto Casertano, sempre più considerato come il “futuro” economico ed occupazionale della Campania. Ebbene la realtà roccavandrese però non è caratterizzata soltanto dalla “Videocon”. Nel territorio infatti operano già piccole e medie imprese (ed altre sono destinate ad esservi insediate) che rappresentano l’“ossatura economica” del territorio. Aziende che operano nel settore delle nuove tecnologie, nella fornitura dei servizi, nella produzione di vari beni, nella lavorazione e trasformazione dei prodotti agricoli oppure derivanti dall’allevamento di bestiame, come nel caso della società ESPERIA s.r.l., prosciuttificio-salumificio, che si appresta ad essere un punto di riferimento nel settore. Insomma una realtà dinamica quella delle piccole e medie imprese (che in media vedono occupati dai 20 ai 50 operai circa) che rappresentano concretamente il futuro dell’intero Alto Casertano. L’auspicio degli addetti ai lavori è infatti che le istituzioni prestino maggiore attenzione anche alle “piccole realtà”. E’ giusto, anzi sacrosanto, dare luogo ad investimenti massicci tramite il coinvolgimento di grandi multinazionali, ma le piccole aziende non possono essere escluse dal processo di aiuto e sostegno da parte delle istituzioni. Per questo motivo esse sono invitate a dare luogo a dei programmi di sviluppo concreti che mettano al centro non solo lo sviluppo e l’attrazione degli investimenti ma le tutele dei vari lavoratori. Infatti il pericolo maggiore è che il “rumore” intorno ai tanti investimenti si trasformi in cocenti delusioni per i cittadini (soprattutto i disoccupati). Dunque non false aspettative, ma concreti piani di sviluppo.
Mario Vincenzo
Articolo Pubblicato su “Il Giornale di Caserta” il 21/04/2007
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