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L’ennesimo
rinvio della convocazione dell’Assemblea della Comunità dell’Ente
Parco Regionale “Roccamonfina-Foce del Garigliano” continua a
suscitare polemiche. Cresce nei cittadini dei comuni membri dell’ente
sovracomunale la sensazione che i “protagonisti politici”
dell’Ente Parco stiano dando luogo ad una pessima “farsa”,e
s’interrogano sui veri motivi che sistematicamente fanno slittare tale
assemblea. In ballo c’è l’approvazione dei regolamenti dell’Ente
Parco,regolamenti che andranno a disciplinare diversi settori con
inevitabili cambiamenti nelle abitudini e gli usi della comunità
coinvolte. Ma è possibile che i timori e le perplessità dei vari
sindaci in merito ai regolamenti proposti dal presidente Raffaele Aveta
bastino a spiegare questi continui rinvii? C’è forse dell’altro?
Ebbene indubbiamente in ballo oltre ai regolamenti ci sono anche
importanti interessi o anche solo possibilità economiche. Infatti se i
regolamenti dovessero essere troppo restrittivi molti comuni
correrebbero il rischio vedere bloccate le proprie politiche di sviluppo
economico legate soprattutto ai settori industriali ed
artigianali,oppure un rallentamento dello sviluppo edilizio,con gravi
ripercussioni sull’economia delle proprie colettività. Dunque alla
salvaguardia dell’ambiente,massima priorità del Parco,potrebbero
anteporsi altri scopi ed obbiettivi. Non resta allora che sciogliere le
riserve sulle due linee di pensiero che oggi si confrontano: si vuole un
vero Parco Regionale “naturale” che tuteli davvero l’ambiente con
ogni mezzo e con tutti gli adeguati strumenti giuridici(linea di Aveta)oppure
un Parco molto flessibile,e con regolamenti poco rigidi,che possa dare
luogo anche a diverse speculazioni che non blocchino ma anzi agevolino
le opportunità di sviluppo economico dell’area(linea dei sindaci)? Ma
vi sono anche altre contrapposizioni non meno rilevanti. Il Parco deve
essere l’ennesimo organo istituzionale “politicizzato”,ovvero un
ente che viene “manipolato” dalla forza politica predominate di
turno, o deve vedere una concreta e fattiva partecipazione dei cittadini
dei comuni membri anche attraverso dei loro rappresentanti(non solo i
rispettivi sindaci) in seno alla stessa Comunità del Parco? E ancora,il
Parco quali rapporti dovrà avere nei confronti delle altre istituzioni
locali,dovrà avere più ampi poteri e libertà di intervento o comunque
rischiare di essere influenzato dalle decisioni dei singoli Enti
Comunali membri o della Comunità Montana “Monte Santa Croce”.
Insomma il futuro dell’Ente Parco è ancora incerto soprattutto a
causa proprio della mancata adozione dei regolamenti i quali,seppur in
fase embrionale,potrebbero però sciogliere i dubbi su diversi elementi.
Ulteriori rinvii dei regolamenti(sanzioni amministrative,raccolta dei
frutti del sottobosco,taglio dei boschi e Consulta Ambientale) avrebbero
effetti deleteri sulla credibilità di un Ente che già appare agli
occhi dei cittadini come l’ennesima “farsa politica”.
Mario Vincenzo
Articolo pubblicato su “Il Giornale di Caserta” il 29/10/2005
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