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Roccamonfina: - L’assessore Di Cristofaro attacca il Consorzio Idrico Terra di Lavoro e pretende risposte immediate

CITL-Comune: cresce la tensione per il “contenzioso”.

Il debito accumulato dall’ente roccano corrisponderebbe ad oltre 2 milioni di euro. Ma è tutto da chiarire.

 

S’incrinano ulteriormente i rapporti tra l’Ente Comune di Roccamonfina ed il CITL, il “Consorzio Idrico Terra di Lavoro” presieduto da Pasquale Di Biasio (Margherita), già sindaco di Carinola, dopo le polemiche che sono seguite alla pubblicazione di un articolo sul “Corriere della Sera” nel quale si evidenzia l’ingente debito del Comune vulcanico verso la società Enel s.p.a per gli atavici mancati pagamenti dell’energia elettrica. Il debito ammonterebbe in origine a 440.710,26 euro, ma negli anni esso ha raggiunto la cifra record di oltre 2 milioni di euro. Ebbene il Comune infatti negli ultimi anni non ha provveduto al pagamento dell’energia elettrica necessaria per il funzionamento degli impianti di sollevamento idrici, ossia i pozzi idrici dislocati sul suo territorio, anche a causa delle continue polemiche per la “carenza idrica” che per oltre 20 anni ha creato non pochi disagi ai cittadini roccani, carenza di cui sarebbe colpevole il CITL. Per gli amministratori roccani è il CITL che dovrebbe rimborsare il Comune vulcanico di 800.000 euro per gli “interventi straordinari” eseguiti per poter garantire l’acqua a tutti i cittadini. “Più volte ho chiesto degli incontri per porre fine al contenzioso -afferma l’assessore delegato Marino Di Cristofaro- con il CITL ma sino ad oggi non abbiamo ricevuto mai una degna risposta. Una situazione che non può andare avanti così. Entro martedì dovrebbe esserci un ulteriore contatto con i responsabili del CITL nel quale essi dovranno garantirci che il Consorzio procederà ad intestarsi i contatori degli utenti roccani e parallelamente a rimborsare il nostro Comune. Se ciò non accadrà agiremo di conseguenza, anche con decisioni forti”. Il sindaco Ludovico Feole in una recente dichiarazione ha affermato lo stesso principio evidenziando che “tutti i cittadini roccani devono sapere con certezza a chi e perché pagano l’acqua: non possono pagarla a due enti”. Al momento però nemmeno l’“amicizia politica” con il presidente del CITL Di Biasio sembra sortire effetti positivi in merito e l’opposizione consiliare sostiene che la responsabilità del debito è delle diverse “amministrazioni Feole”. Intanto i cittadini temono che il bene prezioso dell’acqua sia messo in “pericolo” dalle speculazioni politiche.

 

                                                                         Mario Vincenzo

 

 Articolo Pubblicato su “Il Giornale di Caserta” il 10/12/2006

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