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Un Homo heidelbergensis si aggira sulle ceneri calde del vulcano
di Roccamonfina.
Sono state trovate in Italia, in particolare nei pressi del vulcano di
Roccamonfina, in Campania, le prime impronte lasciate da una specie di Homo,
il genere cui apparteniamo noi stessi. Secondo gli autori, che hanno
pubblicato una breve comunicazione sulla rivista Nature, P. M.,
M. A. e G.R. (rispettivamente dell'università di Padova, del Museo
tridentino di scienze naturali e dell'università di Napoli) le impronte
sono state impresse su un terreno con un'età che va dai 385.000 ai
325.000 anni, e l'uomo (o gli uomini) ha camminato su una colata lavica
che, secondo G. R. dell'università di Napoli, era calda (circa 50-
70 °C
) quando le impronte sono state lasciate. Dopo il passaggio, l'intero
tracciato è stato ricoperto di cenere vulcanica che il tempo ha eroso
per lasciare, ai nostri giorni le tracce allo scoperto. Solo il caso ha
permesso poi di segnalare il fatto agli esperti, perché in zona la
camminata preistorica era conosciuta semplicemente come “impronte del
diavolo”.
Chi era? Secondo M. A., e in attesa di datazioni più precise, le
impronte dovrebbero essere di Homo heidelbergensis, una specie
che visse in Europa e Africa da
500.000 a
125.000 anni fa e dalla quale potrebbe essere derivato l'uomo di
Neanderthal. Non era quindi un nostro antenato diretto, ma uno dei primi
uomini veri e propri che hanno colonizzato l'Europa. A giudicare dalla
distanza tra le singole orme, gli individui che hanno lasciato le
impronte dovevano essere alti non più di un metro e mezzo. Accanto alle
impronte umane si sono trovate anche altre orme di animali, anche se non
è stato possibile definire se si trattasse di erbivori o carnivori.
Fonte.Dal
ilmattino online
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