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ALCUNI
CONSIGLI
La sintesi di alcune nozioni
che riguardano la vita dei funghi può essere utile per comprendere come
la raccolta del corpo fruttifero, a tutti gli effetti, sia un gesto da
compiere con le debite cautele e attenzioni: staccandolo dal terreno, in
qualche modo, si altera un equilibrio. Ecco dunque una chiave diversa di
lettura dei regolamenti che disciplinano la raccolta dei funghi. Usare
il cestello anziché il sacchetto di plastica, significa permettere alle
spore (che sono miliardi e si formano sotto il cappello, nel tessuto
spugnoso o nelle lamelle) di cadere, diffondersi e, magari, riprodurre
un nuovo micelio. Scegliere solo gli esemplari sani e perfetti, senza
distruggere quelli
vecchi o rosicchiati, né andare alla ricerca nelle vicinanze dei
consimili di taglia più piccola, rovistando nel terreno e sollevando
zolle, significa non rovinare il micelio (quella parte che cresce sotto
terra) in modo irreparabile. Se poi, si impara a pulire il fungo sul
posto (con l’aiuto di un coltellino affilato, ma solo dopo averlo
staccato con le mani) si eviterà di impoverire gli strati nutrienti
della terra a vantaggio del bosco intero. Se si prova un impeto di gioia
nello scoprire una famigliola di chiodini ai piedi della quercia in
fondo al giardino, attenzione. Perché, forse, senza volere, insieme al
ricco bottino, si è scoperta una pianta malata che, senz’altro, ha
bisogno di cure.
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